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Il tuo contributo come Socio sostenitore sarà destinato, come erogazione liberale, al nuovo progetto di openarch: Le città della musica, tra incontri e concerti che raccontano le città in musica!

  • Socio studente € 15,00
    accesso gratuito alle attività e agli eventi-concerto in programma quest’anno.

  • Socio ordinario € 30,00
    accesso gratuito alle attività e agli eventi-concerto in programma quest’anno.*

  • Socio sostenitore € 100,00
    oltre ai vantaggi del Socio ordinario include un’opera fotografica originale in edizione limitata, firmata dagli autori, già esposta nella mostra realizzata da openarch nel 2025: Stratos. Le città nella città, CHE POTETE SCEGLIERE DI SEGUITO IN QUESTA PAGINA, e comunicare a: associazione.openarch@gmail.com

Bonifco: IT51J0306911166100000007431 
Causale: “Tesseramento ed Erogazione Liberale 2026”

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Stratos 
Le città 
nella città

Sguardi fotografici su Bangkok, Milano, Haifa, Eindhoven

Mario Albergati
Andrea Aschedamini
Bianca Matalon
Eric Van De Ven
Parlare di città implica sempre evocare le sue  ‘stratificazioni’, non solo per le continue trasformazioni dei manufatti che la costruiscono, ma anche e soprattutto per la complessità dei suoi vissuti. 

Il lavoro fatto offre spunti visivi per una riflessione su quattro città del mondo che accettano le sfide dei cambiamenti o che le interpretano con resilienza, che si reinventano e rivivono la loro storia.

Bangkok, Haifa, Milano, e Eindhoven  nella libera interpretazione di quattro fotografi presentano alternanza e sovrapposizione di stili, varianze e invarianze di forme, rimandando echi di tradizioni culturali e insieme segnali di rottura e innovazione.

Come “macchine” in movimento continuo, le città hanno connaturato il senso del limite, del contraddittorio, del dinamismo, dell’attrazione come della repulsione, dell’ordine come del caos: del coraggio necessario per essere vissute.
GALLERY DELLE FOTOGRAFIE ABBINATE ALLA TESSERA SOSTENITORI
indicare nella mail: associazione.openarch@gmail.com l’autore e il titolo dell’immagine scelta.

Mario albergati

BKK - 3 punti di vista

Capitale della Thailandia, Bangkok incarna il focus di Stratos: è l’emblema delle trasformazioni che rendono il concetto di città come “macchina” in movimento continuo.
L’indagine fotografica si svolge su tre livelli:

  • il livello della strada, in rapporto diretto con un mondo di attività e relazioni, suoni e odori, vita pubblica e privata in sequenza continua;
  • il livello medio, sospeso a qualche metro dal suolo, figurato dal groviglio di cavi elettrici e impianti vari, ma anche metaforicamente rappresentato dalla presenza di una spiritualità ben tangibile;
  •  il livello alto: dalla sommità dei grattacieli la città appare come una mappa disegnata; è il livello del distacco dalla realtà, della contemplazione e del volo.
Mario Albergati

nasce a Bergamo, 1956, città dove risiede e lavora. Si dedica alla tutela e conservazione del patrimonio artistico, alla ricerca grafica e fotografica. Lavora in continuità con fotografia, disegno a tecniche miste e ultimamente con stoffe. Predilige la fotografia del “paesaggio” inteso come luogo stratificato di segni di varia natura e significato.

A tal fine, ha esposto a Bergamo in luoghi di particolare valore ambientale, di tutela e promozione del territorio (Orto Botanico, Sede del Parco dei Colli in Valmarina, Castello di S. Vigilio). Si dedica, inoltre, ad attività di volontariato dove il disegno, il colore, la fotografia possono contribuire a migliorare particolari condizioni di fragilità (centri di cura e formazione).

Andrea Aschedamini

Le città nascoste

La città si nasconde; da lontano sembra una macchia di terra, un bagliore di lucciole. A passarci, a tornarci dopo un’assenza, cambia, e cambia continuamente. Ma a fare la strada più piano, a fermarsi, rivolgendo lo sguardo ai momenti del giorno e delle stagioni, rimane addosso qualcosa che non è solo la polvere di strade lunghe, di piazze deserte; è una bellezza che nessun altro vede, un sapore umano che si ferma sull’obiettivo e in un attimo diventa immagine, fotografia.

Andrea Aschedamini

Nato a Milano, appassionato di montagna, è specializzato in fotografia di viaggio; si definisce “fotolitografo” e divide la vita professionale tra tecnica e creatività.
Scatta foto per diverse agenzie di comunicazione, aziende private e alcune riviste di sport, arte e design. Ha pubblicato vari testi di esplorazioni e viaggi, tra immagini e parole (Tremilachilometri a mano, L’invisibile canto del Silenzio, Le OroVie).
Nel 2012 ha fondato, con Cristina Locatelli, l’Agenzia different.photography.

Bianca Matalon

Haifa City

L’antica città di Haifa sorge nel nord di Israele, affacciata sul Mediterraneo. Vi vivono ebrei, arabi cristiani e musulmani, immigrati dall’ex Unione Sovietica, drusi, etiopi, Baha’i e altre minoranze. La molteplicità di stili architettonici, luoghi di culto e la sua multiculturalità le conferiscono un paesaggio urbano ricco e stratificato.
Haifa City indaga l’identità della città, che appare come un luogo in cui il passato continua ad echeggiare nel presente, rivelando sottili tensioni e fragilità.

Bianca Matalon 

(Milano, 1998) si laurea in Fotografia allo IED di Milano, per poi acquisire un master presso l’Università IUAV di Venezia. Il suo lavoro indaga temi come l’identità, la memoria e le complessità dei conflitti, intrecciando dimensione personale, comunitaria e territoriale. Le sue fotografie sono state presentate in una mostra personale, in diverse collettive e in vari photobook in Italia.

Eric Van de Ven

Eindhoven, la rivitalizzazione di una ‘città proibita’

Van de Ven propone una riflessione su Strijp S, area ex-industriale dedicata alla ricerca della Philips che, circondato da mura, rappresentava una cesura nel tracciato urbano, tanto da essere noto come “città proibita”. Nei primi anni del 2000, un piano di sviluppo restituiva questo comparto alla città. Eric Van de Ven da una fotografia, mero frammento temporale di realtà, avvìa un processo di modificazione, digitale o manuale. Egli perviene così a un’immagine che non è una registrazione o un’illusione della realtà, ma piuttosto una (ri)costruzione.

Eric Van de Ven

L’olandese Eric van de Ven vive e lavora ad Eindhoven. Si è specializzato presso l’Accademia di Arti Visive a Tilburg.
Ha unito l’attività di insegnamento nella teoria e nella pratica delle arti visive. Molte sono state le esposizioni, personali e collettive, in Olanda.
Nei suoi dipinti, mediante tecniche che legano vernici acriliche e pigmenti con effetti di rilievi, studia i valori dello spazio e del paesaggio, solo apparentemente liberato dalla presenza dell’uomo. In questo processo si fondono azioni intuitive, casualità e interventi accuratamente pianificati.
Spiccano poi i collage fotografici. Nella mostra Stratos, in particolare, l’artista propone una riflessione sull’antica area della Philips, denominata Strijp S.

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