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Costruita alla fine del XIX secolo per fornire energia elettrica al vicino cotonificio I.R.F., Industrie Riuniti Filati, e a buona
parte della città di Bergamo, è attiva sino agli anni ’70 del novecento, quando il trasferimento dell’industria cotoniera e
dell’intero comparto la consegna al degrado e all’abbandono.
Nel 2003 il Programma Integrato d’Area ex Industrie Riunite Filati S.p.A. opera il recupero primario della Centrale come
standard qualitativo di un più ampio intervento residenziale attuato da un privato.
In armonia con le correnti di pensiero dell’architettura dell’epoca, l’edificio della centrale presenta una connotazione
architettonica di grande rilievo simbolico, scandita da un ordine “gigante” di lesene, cornicioni, marcapiani, mensole e
aperture e con una corrispondente ricchezza nella qualità di alcuni manufatti, in particolare i massicci contorni in
pietra arenaria di Sarnico e grandi serramenti in ferro a riquadri.
Di particolare rilievo architettonico si evidenzia la sala grande, caratterizzata dalla struttura massiccia dei pilastri dalle
cornici marcapiano e dalle arcate che si aprono dal corpo nord oltre alla presenza di un carroponte a struttura
reticolare dotato di argano che serviva alla movimentazione delle turbine e dei trasformatori. Le ampie vetrate che si
aprono sui fronti nord-ovest apportano alla sala un’elevata quantità di luce che ne aumenta percettivamente la scala.